Radio Fante


Un saluto dal S.Ten Mauro Grottini, 3° Btg, nel 1973 a Scandicci

Salve a tutti.
Nel ’73 sono stato S.ten. alla CCS , III Btg, a Scandicci, quale comandante Plotone Pionieri e negli ultimi tre mesi ho assolto continuativamente il compito di Comandante di Compagnia f.f. in assenza del Capitano, destinato ad altri incarichi.

Insieme a me c’erano anche altri Ufficiali usciti dal mio stesso 68° corso AUC  a Cesano di Roma, con i quali avevo condiviso l’addestramento da allievo, ma alcuni erano andati al  II Btg di stanza a Pistoia, mentre al I Btg , che si trovava a Scandicci nelle palazzine a destra entrando dal portone principale in caserma c’erano molti colleghi assaltatori di Ascoli con i quali ci eravamo scapicollati negli assalti sui Monti della Laga, facenti ora gli istruttori per il CAR. Ai miei tempi alle spalle del corpo di guardia c’era la palazzina dell’infermeria.  Al di là del grande cortile, parallelamente ed antistante al I Btg c’era il III Btg ( tre Compagnie di fucilieri, la Compagnia Comando e Servizi, l’autofficina- carrozzeria con  la zona automezzi, il lavaggio e la pompa carburanti). In in fondo c’era la mensa .
La Brigata Friuli, aveva il comando a Rovezzano, non era ancora motorizzata, anche se avevamo gli M113.
Vigeva lo scherzo di prendere in giro i primi giorni gli ufficiali nuovi arrivati, dicendo loro: ” Allora, visto che ancora non sei mai montato di servizio, per prima cosa domani devi fare lo shampoo ai lupi: non ti preoccupare, se stai attento non ti mordono, poi imparerai!”  Sembrerà strano, ma qualcuno lì per lì sbiancava veramente.

I nostri cari lupi. Ne avevamo tre vivi, sempre lì vicino all’asta della Bandiera.

Anche questo era motivo di distinzione e di orgoglio di appartenenza a quest’unità: mica ce n’erano tante che potevano vantare di avere nelle loro sedi  le proprie mascottes,  degli esseri bellissimi e selvatici, simbolo vivente del nome del Reparto a significarne la continuazione nel tempo a venire.

​Una volta si diceva “Gli uomini cambiano, il Reggimento resta”.​ Invece no, ormai sappiamo che non sempre è così. ​
Lamento anch’io la sorte del 78° , sperando che non sia uno scivolo nel dimenticatoio, almeno per coloro che come me vi hanno passato, giorno dopo giorno, mesi della loro gioventù, ma certo ormai inutile nascondersi che faccia parte dei libri di storia. Però, io, noi che in qualche modo ne abbiamo fatto parte, non solo per allora ma anche per la vita, e nella vita, continueremo a sentirci sempre Lupi.
Lupi!   ​

Allego delle mie foto: in quella in gruppo da sin.: Sten. Carlo Tani, io, entrambi di Arezzo, Sten Paolo Soverini di Bologna , dell’ultimo a destra purtroppo non ricordo il nome; eravamo tutti provenienti dal 68° AUC di Cesano e tutti  Lupi.
Un saluto ed un abbraccio a tutti.

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