Radio Fante


23/06/2012 Le spoglie del mitragliere Abramo Mattei tornano dal fronte russo

Una piccola delegazione dell’Associazione Lupi di Toscana di Firenze ha partecipato alla cerimonia del ritorno al paese di origine, Fossato (Comune di Cantagallo), dei resti mortali di Abramo Mattei, morto in Russia durante la seconda guerra mondiale.
Abramo era un fante mitragliere del Corpo di Spedizione Italiano in Russia.
La toccante cerimonia è stata organizzata dal Sig. Silvio Benelli, da alcuni amici, con l’aiuto del Gruppo Alpini di Montemurlo.
Grande la partecipazione degli abitanti di Fossato. Significativa e commossa la presenza di tutti i parenti di Abramo.
Alla cerimonia erano inoltre presenti:
-il Vessillo della Sezione Firenze dell’Ass. Naz.le Alpini;
– i gagliardetti dei Gruppi Alpini di Prato, Vaiano, Vernio, Montecatini,Montale, Montemurlo, Montese (MO);
– i Labari dei Bersaglieri Val Bisenzio e di Prato;
– l’ UNUCI di Prato;
– I Combattenti e Reduci di Montale;
– I Decorati di Montale;
– Gli Invalidi di Guerra di Montale;
– Rappresentanza dei Lupi di Toscana di Firenze.

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LA chiesa di Fossato (Comune di Cantagallo)

La teca con le spoglie di Abramo Mattei, Mitragliere in Russia.

Segue la ricostruzione della vita di Abramo Mattei così come è stata letta durante la cerimonia.

Siamo qui stamani per la Cerimonia  Commemorativa in ricordo di  un nostro soldato: Abramo Mattei

Le spoglie di Abramo sono ora nella Chiesta dove, 99 anni fa, venne battezzato; potranno poi finalmente riposare in questa sua terra natale che lo vide nascere il 20 giugno del 1913.

La sua gioventù trascorse a Fossato come quella di tanti suoi coetanei, facendo il duro lavoro del bracciante, lavorando nei dintorni del paese durante i mesi estivi e trasferendosi, nell’inverno, in Maremma o in Sardegna, per il taglio dei boschi.

Poco più che ventenne, nell’aprile del 1934, venne chiamato alle armi per il servizio di leva; congedato una prima volta nell’agosto dello stesso anno, venne nuovamente richiamato per istruzione nel maggio del 1935 e poi ancora nell’agosto del 1939; entrambe le volte venne congedato alcuni mesi dopo.

Il 25 novembre 1940,- la guerra era scoppiata il 10 giugno precedente,- ricevette nuovamente la cartolina precetto per presentarsi ad Ascoli Piceno al deposito del 49°Reggimento fanteria per essere poi assegnato al 104° battaglione mitraglieri. di Corpo d’Armata

Dopo la costituzione del Corpo di Spedizione Italiano in Russia  (C.S.I.R.), il reparto di Abramo entrò a far parte del medesimo, ed il 26 luglio 1941, a bordo di uno degli oltre  200 treni che furono necessari per trasportare i 62000 soldati del Corpo di Spedizione, partì verso il previsto luogo di radunata che si trovava in Romania, da dove poi avrebbe proseguito verso il fronte.

Durante l’avanzata verso oriente, attraverso le sterminate pianure dell’Ucraina, il Battaglione mitraglieri, dipendendo direttamente dal Comando del Corpo di Spedizione,  venne impiegato in decine di battaglie in appoggio ai vari reparti che necessitavano dell’intervento di questo btg specializzato per avere ragione della tenace resistenza nemica.

Nei primi giorni d’agosto del 1942, dopo oltre un anno di incessanti battaglie e centinaia e centinaia di chilometri percorsi quasi sempre a piedi, il  Corpo di Spedizione Italiano in Russia giunse infine sulla riva destra del fiume Don, che i sovietici avevano dovuto abbandonare sotto l’incalzare delle armate tedesche, – che più a sud, – dopo aver superato il grande fiume, stavano  avanzando verso Stalingrado.

Ben presto i sovietici, proprio nel tratto presidiato dagli Italiani, tentarono una controffensiva e già il 20 di agosto, con imponenti forze riattraversarono il Don.

Questo attacco mise in seria difficoltà le nostre difese; il complesso delle operazioni che ne seguì, viene comunemente chiamata la prima battaglia difensiva del Don.

Proprio la 2°  compagnia del Battaglione mitraglieri, della quale faceva parte Abramo, viene citata nella relazione ufficiale della divisione Sforzesca (una delle nostre 10 divisioni allora in Russia) perché combatté valorosamente, contribuendo a contenere l’impeto dei sovietici, e costringendoli, dopo alcuni giorni,  a riattraversare il Don.

Nel restante periodo estivo e nel primo autunno, continuarono gli scontri di pattuglie lungo il grande fiume, e almeno nel settore italiano, non si ebbero grandi battaglie fra i due contrapposti eserciti.

In questo periodo Abramo era in attesa di una meritata licenza e soprattutto dell’agognato ritorno a casa viste, le promesse che i suoi comandanti  gli facevano da tempo.

L’avvicendamento era fortemente sperato perchè il comando dell’ARMIR (Armata Italiana in Russia, come si chiamavano ora le Truppe italiane, dopo l’arrivo degli Alpini e di altre Unità di rinforzo) aveva disposto che il ricambio dei reparti avesse inizio già dall’8 ottobre 1942 e doveva interessare  tutti coloro che erano in Russia prima del 31dicembre.1941.

Abramo vi sarebbe quindi rientrato ampiamente.

Ma già dalla prima metà del novembre 1942 i sovietici erano riusciti a sfondare il tratto di fronte tenuto dai Romeni, che si trovava proprio a sud di quello presidiato dagli Italiani; –  di conseguenza le nostre truppe dovettero far fronte anche agli attacchi provenienti dal lato destro del loro schieramento che era pertanto ormai sguarnito.

All’alba dell’11 dicembre i sovietici, dettero inizio alla controffensiva generale ed  utilizzando la spessa coltre di ghiaccio che aveva ricoperto il fiume, attraversarono in forze il Don nel tratto tenuto dagli Italiani; – una massa enorme di carri armati, di cannoni e lanciarazzi multipli ( i temibili Katiuscia) investirono le posizioni italiane costringendo le nostre formazioni a ripiegare per evitare di esser accerchiate .

Le quattro compagnie del nostro battaglione mitraglieri vennero utilizzate in aiuto dei vari reparti, dove più immediato era il pericolo; alcune vennero inviate in aiuto alla divisione Celere il cui comando si trova quasi accerchiato in località Menchow

La compagnia di Abramo, la 2° venne mandata in appoggio ad un reggimento della divisione Sforzesca che aveva ricevuto l’ordine, nientemeno, che di tornare verso il Don; questo forse per tentare una manovra diversiva di alleggerimento

Questa formazione venne però attaccata violentemente prima dalle colonne corazzate sovietiche e poi circondata da soverchianti forze di fanteria.

Fu allora che questi nostri gloriosi veterani del Corpo di Spedizione Italiano in Russia, dopo aver esaurito le munizioni, vista vana ogni resistenza, dovettero deporre le armi.

Era il 20 dicembre 1942 ,la località si chiamava Kamenka , cittadina a circa 50 km ad occidente del fiume Don.

Abramo, insieme ai suoi commilitoni, venne avviato verso il campo di concentramento di TIOMNIKOV, oggi Repubblica di Mordovija, , nella Federazione Russa, -, ad oriente di Mosca, circa 700 Km a nord del luogo ove venne preso prigioniero.

Le condizioni di vita nel campo di concentramento erano certamente ben al di sotto di quelle previste dalle convenzioni internazionali sul trattamento dei prigionieri di guerra,  e là a Tiomnikov il 30 gennaio 1943 ebbe termine la vita terrena di Abramo.

La famiglia, senza più sue lettere già dai primi giorni di dicembre, tramite il Parroco si rivolse alla Diocesi che interessò la Segreteria dei Stato di Sua Santità per avere sue notizie; purtroppo malgrado l’avvenuto interessamento (la Santa Sede faceva ricorso a canali umanitari) , nessuna informazione giunse più ai suoi cari.

Le sue spoglie, recuperate dal Commissariato per le Onoranze ai Caduti in Guerra nei pressi del campo di concentramento di Tiomnikov, sono finalmente tornate a casa, qui nella sua terra, dove potranno riposare per sempre .

Dal cielo degli eroi dove ora si trova, chiediamo ad Abramo di pregare con noi Dio Onnipotente perché voglia  concederci un mondo migliore.

 Grazie Abramo!

L’Associazione Lupi di Toscana è presente.


2 commenti so far
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Da lassù sorride certamente, felice che i suoi resti mortali siano tornati a casa. La sua anima, alla casa del Padre, é giunta al termine della sua vita terrena e aspetta il giorno glorioso nel quale potrà ricongiunsersi al suo corpo. Lupi!! Attentiiii!

Commento di Valeriano

Grazie Valeriano !!!!

Commento di 78lupiditoscana




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