Radio Fante


Una nuova testimonianza sull’alluvione del ’66

Ripensare all’alluvione di Firenze è come riaprire una vecchia ferita.

Raccontando l’evento agli amici ho sempre detto… Non ho mai fatto 13, ma quella volta, chiamato alle armi, al BAR (Battaglione Addestramento Reclute) LUPI DI TOSCANA di Scandicci (Fi), ho fatto centro.

Nel Battaglione addestramento reclute, marce estenuanti, prove di tiro, il premio della 1^ ed unica libera uscita, una passeggiata in centro nella  bella Firenze e al ristorante la famosa fiorentina.

Pioggia a non finire. Rientro in caserma e inizio del CALVARIO!

Letti a castello raddoppiati (ospitammo la caserma di Rovezzano alluvionata), mentre si dormiva in tenuta mimetica. Ci disinfettano, all’alba siamo prelevati con camion scoperti (freddo cane) o cingolati alla volta della Biblioteca Nazionale (libri), Ditta Roberts (montagne di talco), Le Cascine (cavalli morti). Per l’intera giornata una borraccia d’acqua (preziosa per i fiorentini), gallette, scatoletta di tonno con piselli. Questa la giornata tipica del fante di Scandicci, per tutto il periodo dell’alluvione.

Trasferiti a Roma per la specializzazione, ci accolsero come reduci di guerra, tute infangate, barbe incolte (mancanza d’acqua potabile).

Negli occhi il ricordo, al Ponte Vecchio, della compostezza e dignità degli artigiani, che avevano perso tutto.
Per concludere non una licenza premio ma un attestato di benemerenza del Ministro Tremelloni.

Spero che dopo tanti anni, si siano presi i provvedimenti affinchè simili catastrofi non accadano più. Sono comunque fiero, da buon Italiano, di aver contribuito ad aiutare Firenze (culla della cultura e dell’arte, famosa in tutto il mondo).

Giampietro Domenico, Brindisi


5 commenti so far
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Ero del 1° 66 – ho vissuto anch’io l’esperienza dell’alluvione. Ero distaccato al comiliter ed ho collaborato alla dislocazione logistica degli aiuti militari che arrivavano da ogni dove. Ho avuto anch’io licenza premio e attestato di benemerenza del Ministero della difesa esattamente il n. 41. Putroppo debbo constatare che, visto le recenti vicissitudini, non è stato fatto molto per evitare tali inconvenienti.

Commento di alvaro friuli

Cari lupi – sono passati tanti anni e solo ora ho deciso di cercarvim ho appreso che il 78° è stato chiuso.Sono molto dispiaciuto. E pensando a tutte le contrarietà vissute a Scandicci e a Livorno rilevo che i “Lupi” mi hanno dato l’energia che ha consentito alla mia esistenza di giungere fino a questi giorni che sto vivendo. Non so niente di cosa ne è stata della caserma di Livorno, che fine hanno fatto i miei colleghi. Ero un sergente, venivo dal primo corso per sottuficiali da Viterbo, poi Cecchignola (Giarabub), poi Scandicci e infine Livorno dove ho vissuto la mia crescita. Accanto a me – ho un ricordo di chi mi educava alla disciplina e al rispetto umano, erano il tenete Baldacci dell’Isola d’Elba, Conflitti e rispetto con il capitano Loiacono, il grande maresciallo Casagrande. Tanti ricordi di campi invernali tremendi e i campi estivi sull’Abetone. Tanta evoluzione individuale e collettiva, tanta solidarietà tra soldati semplici e graduati. Venivo dalla Sardegna e per me era vedere un mondo tutto da esplorare comprese le esperienze a Camp David, e solo dopo ho scoperto che lì Ezra Pound passò dei guai. Ma ricordo le responsabilità delicate che ho vissuto lì con i parà della Folgore che ancora oggi racconto a mio figlio, pure lui grida lupi all’interno degli scout dove milita da tanti anni. Se avete notizie di qualcuno che è stato a Livorno negli anni dal ’66 al ’68 fatemi sapere e dico grazie in anticipo.
Sergente Silvio Biosa

Commento di Silvio

Sono stato a Livorno, nella Caserma Pisacane, dal nov. ’66 al dic. ’67. Come posso non ricordarmi del sgt.,con gli occhiali, Biosa di Sorso (mi pare)meccanico e anche suonatore di tromba. Suonò il Silenzio fuori ordinanza per i congedanti del 3° ’66. Anch’io ero nella CC comandata dal Capitano Loiacono. Ero autista sotto il comando del Ten. Baldacci, comandante dell’autosezione, ed incaricato alla compilazine dei fogli di marcia .
Renzo Inconis

Commento di Renzo

Ero anch’io del 1° 66 e ho fatto il car a Scandicci. Quindi ho fatto il corso di specialista al tiro al termine del quale sono stato trasferito a Livorno nel 2° battaglione, compagnia mortai da 81. Trasferito nuovamente a Scandicci nelle camerate con castelli da tre brande ho partecipato alla ripulitura di Firenze dall’alluvione.
Esperienza indimenticabile.
Saluti a tutti

Commento di Antonino Blunno

mi chiamo Grieco Armando, cerco i commilitoni del 2° contingente 1968, se qualcuno di loro fossero iscritti o leggono questo messaggio, e’ pregato di mettersi in contatto al nr. 338 – 8830570, oppure al nr. o341 – 283052, grazie per la collaborazione.

Commento di Grieco Armando




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