Radio Fante


La ex Polveriera di Calenzano
maggio 29, 2017, 1:51 pm
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Ecco le foto del dismesso deposito munizioni ed esplosivi vicino al cimitero di Carraia in Calenzano. Gestito (dal 7° Reparto Rifornimenti di Sesto Fiorentino) esso fu sgomberato dai manufatti esplosivi intorno al 1992 e quindi fu utilizzato per immagazzinamento di materiale cartografico dall’Istituto Geografico Militare per circa altri due/tre anni. Fu utilizzato come area per addestramento prima dai carabinieri cinofili di Quinto (che lasciarono il sedime in seguito ad un servizio televisivo di ‘Striscia la notizia’) e poi dalla Polizia di Stato per simulazione di combattimenti nei centri abitati e parcheggio di qualche veicolo fuori uso. Il comprensorio è stato oggetto di intrusioni di vario genere (gruppi soft-air, extracomunitari, tossici, ecc.).
Ci piace ricordare questo luogo nel periodo in cui la polveriere era ancora attiva e i Lupi di Toscana vi prestavano servizio di guardia. Per questo motivo abbiamo chiesto al socio Girolamo Chinzer di scrivere una nota su cosa accedesse durante i turni di guardia.

“Alle ore 16.00 di ogni giorno, dalla porta carraia della Gonzaga, usciva un AR, a bordo oltre il conducente un serg. 4 fanti, vettovaglie per 24 ore,
armati con F.A.L. relativa buffetteria caricatori di ricambio più un B.A.R.ciascuno, buffetteria per 10 caricatori direzione:-la Polveriera di CALENZANO.
Calenzano era nel 1967 la più grande ed importante polveriera della regione Toscana e la sicurezza di tale sito era una delle tante corvè curate dai Lupi. La gestione della polveriera era affidata ad un Maresciallo Maggiore che abitava in loco più un nucleo di dipendenti civili, che assolvevano alle varie mansioni di cui il sito necessitava, a partire dal taglio dell’erba, accudire i cani. Già perchè in polveriera anche i cani facevano parte della security con tanto di matricola sul collare, correvano liberi tra una doppia recinzione che circondava il perimetro della polveriera. Il corpo di guardia era completato da un cuoco ed un centralinista, che venivano avvicendati ogni 15 gg. In un angolo del corpo di guardia c’era una cassetta di S.R.C.M. pronta all’uso per ogni evenienza. Nella parte più interna del corpo di guardia c’era un locale per il centralino che funzionava H24 ed un locale che ospitava le nostre brande e una stanzetta per il serg. Capoposto. Il turno di guardia era come al solito 2 ore seguito da 4 di riposo. Con questo niente di nuovo, ma il fatto di avere un cuoco a disposizione invece ci consentiva con poca spesa, integrando le vettovaglie, di dare sfogo alle nostre fantasie culinarie. Il bosco che ospitava la polveriera era ricco di funghi assolutamente spettacolari. Il servizio di guardia era alquanto rigoroso. Prima di accedere al recinto vero e proprio della polveriera dovevi sottoporti ad una perquisizione,ti venivano provvisoriamente sequestrate sigarette ed ogni sorta di accessorio atto ad accendere fuochi. Varcato il recinto si accedeva ad un bosco apparentemente incontaminato, in quanto le casematte erano interrate e quindi non visibili ad una ricognizione aerea o con ausili ottici ordinari. Le casematte erano 36 andavano tutte “da visitare”. Vi erano altrettante altane. Su ognuna vi era un telefono. Bisognava salire sull’altana e comunicare con il centralino che tutto andava bene. Ed era meglio farlo, perché bastava un mancata comunicazione per dar luogo ad uno stato d’allarme. Cara vecchia polveriera. Anche se dismessa ogni volta che mi trovo a percorrere l’A1 non posso fare a meno con lo sguardo di cercare di individuare le altane nel verde della collina. ”

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Firenze 4/5/2017, Caserma Predieri – Festa dell’Esercito

Presso la caserma “Predieri” di Rovezzano, sede del Comando della Divisione Friuli, si è tenuto il 156° Anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. L’Associazione Lupi di Toscana, insieme all’Associazione Arditi, All’associazione Alpini, e ad altre associazione d’arma,  era presente alla manifestazione.  Al termine della cerimonia Il comandante della Divisione Gen. Lamanna si è fatto fotografare insieme al rappresentante del comune di Firenze davanti al monumento dei Lupi di Toscana.



Bergamo 8/04/2017: è iniziato il recupero della Caserma Montelungo, sede storica del 78° reggimento Lupi di Toscana

L’amico e socio Egidio Pessoni, ci informa che sono iniziati i lavori di recupero della Caserma Montelungo di Bergamo, sede storica del 78° Reggimento di Fanteria ” Lupi di Toscana”, fino al termine della seconda guerra mondiale. Il progetto prevede  la demolizione di cinque edifici, e la  realizzazione 300 residenze studentesche e 60 alloggi per i docenti stranieri della vicina Università. Speriamo che la parte anteriore della Caserma, con il monumento ai Lupi di Toscana, venga salvaguardata. Ai nostri soci di Bergamo chiediamo di vigilare e di informarci su eventuali sviluppi negativi per la conservazione della memoria dei Lupi.

 



Poggio Alto, 02/04/2017: Alpini e Lupi insieme per issare il tricolore nel luogo della battaglia

La Sezione Alpini di Montale (PT), rappresentata da, Brunero Torracchi, Arnaldo Nesi, Franco Gori, e l’Associazione Lupi di Toscana, rappresentata da Daniele Luciano, hanno effettuato una spedizione per issare a Poggio Alto un pennone con il tricolore.

Poggio Alto, con i suoi 995 metri sul livello del mare è al confine fra i comuni di Montale, Montemurlo e Cantagallo, e fra il 13 e il 16 settembre, essendo uno dei presidi della Linea Gotica, fu teatro di una cruenta battaglia fra i Tedeschi e le forze alleate (formate da truppe del Commonwealth, e in particolare da indiani del Frontier Force Regiment).

La zona della battaglia è stata oggetto di restauro da parte di alcune associazioni locali con la creazione di un anello didattico che ha reso fruibili le postazioni e i camminamenti dell’avamposto.  L’Associazione  Alpini di Montale,  in memoria dei caduti di tutte le guerre, aveva già innalzato una croce commemorativa in ferro.

Oggi, con l’aiuto di Daniele è stato innalzato un pennone per issare anche  il nostro tricolore.

L’avvicinamento al Poggio, è avvenuto con l’ausilio dell’Alpino Valdemaro  Pratesi,  che ha fornito la Jeep.  L’ascesa finale, in mezzo al bosco, con tutti i materiali necessari a completare i lavori, è stata particolarmente impegnativa e faticosa. Ringraziamo Daniele Luciano che ha operato in grande sinergia con gli amici Alpini di Montale, per aver partecipato a questa opera meritoria, portando sempre con orgoglio i colori dei “Lupi di Toscana”.

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2 esempi di Lupi ricamati a mano
marzo 25, 2017, 9:29 am
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Vorremmo segnalare 2 effigi dei Lupi di Toscana ricamate su una drappella e sulla bandiera dell’Associazione Lupi di Toscana della sezione di Castegnato (Brescia).



Il ricordo di Lyra 35, e dell’impiego dei Lupi nelle operazioni di ricerca

Domenica 22/1/2017, si è tenuta a Montemurlo (Prato) la 25a cerimonia di commemorazione  dell’incidente aereo che accadde sulle alture della cittadina l’8 gennaio 1992. Durante un volo di esercitazione, l’aereo G-222 “Lyra 35″ della 46esima Brigata Aerea di Pisa, a causa di una fitta nebbia, precipitò sul Monte Javello.

Nella tragedia morirono 3 avieri. Domenica scorsa, come da 25 anni, la cittadinanza di Montemurlo, la 46a Brigata Aerea di Pisa, le Associazioni d’Arma e le Associazioni civili hanno ricordato i 3 giovani uomini scomparsi.  E’ stata anche l’occasione per ricordare la perdita  di un altro equipaggio della 46a Brigata Aerea, “Lyra 34”, abbattuto durante un volo ONU sui cieli di Sarajevo nel settembre 1992. L’Associazione Lupi di Toscana, insieme ai Fanti del 225° Arezzo, sono stati presenti alla cerimonia.

Forse non tutti sanno che il Reggimento, fu impegnato nelle operazioni di ricerca del velivolo. Il Lupo Alberto Franchi ricorda : “Era l’ 8 gennaio 1992. Quando arrivammo ad uscire ci comunicarono di tornare in compagnia e di metterci di nuovo in mimetica perché tutte le libere uscite erano sospese. Ci tennero sulla piazza d’armi a sedere (1-2 ore non ricordo). Tra noi le ipotesi si sprecavano poi alla fine ci dissero che era precipitato un aereo, senza però specificare se civile o militare. Io e la Compagnia mortai fummo inviati nella zona di Vernio. C’era una forte nebbia ed anche i visori notturni erano pressoché inutilizzabili. Credo che al comando ci fosse il S.Ten. Bizzarri. Gli anziani del paese attraverso i teloni degli ACM ci offrirono pacchetti di sigarette. È una cosa che non scorderò mai. La mattina, verso le 7, nella piazza vicino alla stazione FS aspettammo il cambio (o forse non per quello) e poi rientrammo a Scandicci. Mentre scendevamo dalla via Bolognese incrociammo i paracadutisti che salivano in vallata. L’aereomobile fu trovato dai Carabinieri sul monte Javello. Chi ha la passione di camminare su quelle zone ancora può imbattersi in qualche detrito del G222 dove persero la vita tutti i ragazzi dell’equipaggio”.

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Lupi della 1a Compagnia Alba si sono ritrovati dopo 24 anni
novembre 19, 2016, 6:11 pm
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Cosa aggiungere….. Lupi per un anno, Lupi per la vita.
Contiamo di rivedervi presto insieme al resto del branco.

LUPI !!