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Eravamo alla metà del mese di luglio, 19/07/1992, quando successe il massacro di via D’Amelio a Palermo con l’uccisione del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Ci fu detto che dovevamo partire per la Sicilia con il compito speciale di operare a fianco delle forze dell’ordine (l’esercito non ha poteri diretti di ordine pubblico). Fu un incarico improvviso e nuovo per noi a cui non eravamo preparati, ma ricordo che furono subito organizzate, in caserma, simulazioni di posti di blocco per prepararsi alla missione.
Comunque nel giro di 10 giorni eravamo già dislocati a Sciacca (AG), presso la ex scuola di agraria sui colli del paese. Questo ci ha permesso di risiedere in una struttura in muratura piuttosto che in un campo di tende militari.
Come al solito, i “Lupi di Toscana” sono sempre i primi a partire.
Faccio un passo indietro.
Inizialmente non dovevo partire. Poi 2 giorni prima della partenza del primo nucleo, il Mar.llo M. della Prima Compagnia mi comunica che avrei fatto parte della missione. Sul momento presi male la notizia, anche perché di parlava di coinvolgere solo “volontari”. Con il senno di poi, posso dire che sia stata una delle esperienze piu’ belle della vita militare e non solo.
Portiamo tutti i mezzi al porto di Livorno per l’imbarco su un traghetto civile e ritorniamo a Scandicci. Il giorno dopo andiamo a Pisa alla 46° Aerobrigata e partiamo per Catania. Alcuni militari partono con un volo civile, io ho avuto la fortuna di partire con un C 130. Ancora adesso ho il rammarico di non aver potuto fare delle foto.
Siamo accompagnati a riprendere i nostri mezzi imbarcati a Livorno, che erano giunti al porto di Messina, e poi in serata, tutti incolonnati giungiamo alla Caserma Brutto di Catania, dove alloggeremo. Ci portano in un androne e un tenente ci disse di non abbandonare il fucile. “Dormiteci insieme !!!“ disse con aria un po’ provocatoria.
Io avevo il caricatore pieno e pensai che se fosse venuto qualche imbecille a dar fastidio gli avrei fatto vedere qualche tracciante.
Ero oggettivamente un po’ su di giri.
La mattina dopo riprendiamo i nostri mezzi e in colonna raggiungiamo Sciacca.
La cosa bella è che quando eravamo in autostrada, le auto civili che ci sorpassavano, ci salutavano in maniera amichevole. Questo semplice gesto mi ha fatto molto piacere, perché ci faceva sentire utili, quasi come dei salvatori, e se non altro qualche cosa di buono l’abbiamo fatta.
Giunti alla scuola di agraria, io ed altri compagni montiamo la tenda , e quella diventa l’ufficio dell’ autosezione dove, poi avrei dormito.Tutto sommato sono stato bene. Avevamo anche il telefono da campo, quello che per funzionare ha bisogno della manovella di carica . Docce all’aperto e via..
L’unico rammarico che ho è che ho partecipato all’operazione “Vespri Siciliani”, un po’ ai margini delle attività sul campo, perché ero scritturale dell’autosezione. I miei compagni erano in “prima linea”a fare guardie e posti di blocco.
Ricordo con piacere che in città siamo stati accolti a braccia aperte. I primi giorni di libera uscita era quasi difficile pagare i conti nei locali. Quando l’intero Battaglione si muoveva in libera uscita, essendo Sciacca in una piccola città di villeggiatura, creava un po’ di disagio, ma tutto sommato siamo stati accolti con grande gentilezza. Noi eravamo i primi reparti impiegati a Sciacca per i Vespri Siciliani e rappresentavamo una novità anche per i civili.
Come detto ero in una tenda, all’inizio della scuola di agraria, in un campo adibito a parcheggio. Vicino a noi c’era la tenda officina gestita dal Mar.llo C., un vero amico. Quando veniva a trovarci diceva sempre : “Lucià, ci facciamo un caffè ?” e questo non era gradito al Mar.llo M. che disapprovava. Tuttora, quando incontro C. mi ricorda questo aneddoto.
Poi c’era Alessio un ragazzo del posto che veniva a trovarci con la sua vespina bianca. Siamo diventati amici e piu’ volte ci portava panini imbottiti di una bontà unica. Mi piacerebbe rivederlo..
I miei “Vespri” sono stati un po’ ai margini delle operazioni di ordine pubblico, alcuni volte un po’ noiosi, ma tutto sommato un’esperienza molto positiva.
Ci furono anche dei piccoli incidenti, con 3 o 4 spari con varie armi dalla 34 all’ MG42. Colpi partiti accidentalmente, per fortuna, e senza conseguenze.
L’episodio piu’ buffo (si puo’ dire così perché non è successo niente) fu quello dell’MG montato sul VM. I colpi partirono lungo la salita che portava all’uscita della scuola di agraria, dove si trovava la tenda dell’ufficiale di picchetto, occupata nell’occasione da S.M M. e dal M.llo C..
Una buca imprevista, il mitragliere perde l’equilibrio e parte una raffica dall’ MG. Nella tenda dell’Ufficiale di picchetto C. vede il s.M M. buttarsi a pesce per timore di essere impallinato.
Con il senno di poi, tutto si risolve in una bella risata ed un sospiro di sollievo, ma sul momento una grande paura per tutti.
Dopo circa 40 giorni dal nostro arrivo giunge il momento del ritorno a casa . Smontiamo tutto l’apparato logistico e in colonna ci dirigiamo verso Palermo. Nella prima AR c’è il Cap. R., nella seconda io con il Ten P. e dietro tutti gli altri mezzi. Con noi , durante il viaggio c’erano 2 elicotteri di scorta un AB 206 e un AB 212. Dopo punta Raisi, attraversiamo il tratto di autostrada vicino a Capaci.
Nell’auto cala il silenzio. Tutto è nuovo, asfalto nuovo, guard rail luccicante, è il luogo in cui pochi mesi prima era stato ucciso il giudice Falcone con la moglie e la scorta. Noi eravamo stati in Sicilia anche per loro.
Quasi arrivati al porto di Palermo, l’ AR 76 del Cap. R. va in “panne”. Vedo che il Capitano si sbraccia dal mezzo dicendo : “Spingi, spingi….” Sono perplesso e chiedo al Ten P. : “ Cosa vuol dire spingi ? Cosa facciamo ?” Lui semplicemente mi dice: “ Spingi vai, tanto siamo quasi arrivati.” E io ho spinto.
Se penso agli occhi sbigottiti della gente che stava guardando la spinta “provvidenziale “della mia AR 76 su quella a capo della colonna, mi viene ancora da ridere.
Ma purtroppo in situazioni di emergenza bisogna arrangiarsi, e poi l’obbiettivo è stato raggiunto e siamo riusciti ad arrivare regolarmente al porto per l’imbarco.
Questo è un ricordo scritto dopo circa 17 anni dai fatti, ma è sempre vivo come se fosse accaduto ieri.
Viva i Lupi di Toscana
Luciano Daniele 9° 1991 1a Compagnia
17 commenti finora
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Mitico….io c’ero….
Commento di Daniele settembre 17, 2009 @ 4:40 pm8° 1991 1a Compagnia
Anche io ero a Sciacca. Dal 2/8/1992
Commento di David Petruzzi settembre 24, 2009 @ 12:52 pmHo sempre vivo il ricordo degli intensi giorni sotto il solleone siciliano.
Di quel periodo i momenti meno belli tendono a scomparire, mentre, a quasi 20 anni dal nostro sbarco mi tiene tuttora compagnia il caloroso senso di aver avuto la fortuna di vivere con tutti voi che c’eravate un esperienza unica.
Saluti a tutto il branco.
Petrus 8/91
A me (5° ’92) purtroppo è toccata la destinazione successiva: Gela, la più ostica (e delicata).
Commento di simone72 ottobre 21, 2009 @ 7:31 am41 giorni di guardia al Maxi-Processo alla mafia; 4 ore di giubbotto antiproiettile,elmetto kevlar indossato, 2 caricatori + 1 nel FAL e un bel po’ di tensione; ovviamente, dito sul grilletto.
Per fortuna non abbiamo dovuto reagire ad alcuna minaccia; non vorrei pensare alle conseguenze…
Ogni tanto ci “distraevamo” con pattuglie e posti di blocco con i Carabinieri.
Nonostante tutto – anche l’ignobile tendopoli sotto i miasmi della raffineria – il ricordo è bello, specie di quei vecchi, sicilianissimi e gentilissimi che – al contrario dei giovani – ci offrivano caffè e cannoli e ci apprezzavano.
Simone72
ciao simone72,eri dei lupi?
Commento di giacomo novembre 19, 2009 @ 8:35 pmCerto, 3a cp. “Tenebre”, assaltatore, radiofonista e pilota carri.
Commento di simone72 dicembre 23, 2009 @ 1:02 pmanch io sono stato impiegato per l operazione vespri siciliani,onore e gloria a tutti i militari che hanno fatto il loro dovere..
Commento di assi76 gennaio 20, 2010 @ 6:50 pmA breve le memorie sui Vespri Siciliani saranno integrate da un interessante articolo tratto da Epoca dell’agosto 1992, con alcune belle foto di Lupi in azione .
Commento di 78lupiditoscana febbraio 20, 2010 @ 7:41 pmanchio c’ero 7 sc 92 5°rgt aosta messina !barcellona .patti .palermo .capodorlando.scota al giudice bertone a giardini naxos. saluto tti i miei compagni
Commento di salvatore maggio 29, 2010 @ 1:02 pmsalve, mi ha fatto molto piacere scoprire questo sito e vedere che tanti condividono le mie stesse emozioni riguardo ai Vespri. Io ero un Lanciere di Novara, fummo là dal luglio al settembre 1996 a Caltanissetta (località Pian del Lago, e avevamo uno squadrone aggregato del Genova Cavalleria a Gela), e mi sembra di ricordare che nel turno prima di noi ci fossero stati proprio i Lupi di Toscana. Ciao!
Commento di andrea giugno 20, 2010 @ 7:38 pmIo c’ero…1/92 66 BTG FORLI. il nostro campo fu invece a Portempedocle…Salutoni a tutti i vecchi amici…..OSANDO VINCO!
Commento di Mauro febbraio 25, 2011 @ 7:32 pmho fatto parte della missione vespri siciliani,ero ragazzo,come tanti altri miei compagni commilitoni.La notte del 20 luglio 1992 in caserma ci fu un gran movimento, ci hanno svegliati e portati giu’ in armeria,consegnandoci armi giubotti anti schegge e elmetti,ci caricarono sugli ACM con destinazione ancora sconosciuta.
Commento di antonio maggio 22, 2011 @ 9:31 pmQuella notte ci scaricarono in gruppo di 5 in posti consiterati sensibili dove abitavano magistrati importanti a rischio di vita.Alcuni dei miei compagni sono stati portati nel cimitero dove era seppellito falcone, e alcuni in un posto dove c’erano le auto del magistrato morto.Era guerra!E non nascondo che avevo un po paura,c’erano pattuglie da tutte le parti con fucili spianati.Gli ordini erano chiari nessuno poteva oltrepassare la linea di confine delimitata dai militari,nessuno poteva posteggiare l’auto in quel posto.Palermo era sotto assedio per una causa giusta.Si girava in citta’ armati con i caricatori del mitra inserito,cosa insolita per un normale militare di truppa.Cosa insolita anche per i palermitani che passeggiavano in citta’, ma devo dire che la popolazione non era disturbata da tutto cio’ anzi la gente ci ha accolti con molto rispetto ringraziandoci per quello che stavamo facendo.
facevo parte del 3squadrone carri della cascino,caserma impegnatissima nella missione vespri siciliani,la prima ad essere chiamata il pomeriggio del delitto borsellino. chi si e’ trovato sul posto racconta di aver visto la distruzione in persona di cose e persone.
Commento di antonio maggio 22, 2011 @ 9:40 pmAnche io ho partecipato ai Vespri Siciliani nel mese di maggio e giugno 1993 a Gela, facevo parte della caserma 17° Reggimento Fanteria Aqui Sora. E’ stata una bella esperienza di vita, saluto tutti i miei compagni commilitoni ciao.
Commento di Dario agosto 25, 2011 @ 2:28 pmDario Barone ( Sciacca )
salve sto cercando il 2 scaglione 1992 compagnia trani massimo
Commento di massimo settembre 18, 2011 @ 12:44 pmanche io ho fatto parte a questa missione , 4 sc. 92 siamo stati a gela sotto la raffineria.comunque è stata una bella esperienza.saluto tutti i miei compagni .facevo parte del 17 reggimento fanteria meccanizzata acqui.io ero pilota carri, e anche autista.un saluto a tutti ciao.
Commento di salvatore ottobre 16, 2011 @ 6:17 pmUn ciao a tutti i Lupi, che come me hanno vissuto l’esperienza dei Vespri siciliani.
Commento di Massimiliano Baldo 8/91 novembre 12, 2011 @ 7:46 amEsperienza certo indimenticabile come del resto anche tutte le altre, sicuramente questa operazione fu per l’epoca molto sentita e partecipata, tanti ricordi e aneddoti mi porto con me come credo ognuno di noi. E’ sicuramente bello poter rivedere a distanza di 20 anni persone, luoghi e momenti che ci portiamo dentro il cuore .
Per sempre LUPI DI TOSCANA.
Un grande saluto a tutti i Lupi della 1° Compagnia ALBA .
Massimiliano Baldo 8/91
8/91
3 compagnia.
presente allo sbarco.
rick
PS
Commento di Cursus Honorum marzo 7, 2012 @ 4:44 pmun saluto particolare a Massimiliano Baldo.