Radio Fante


Ricordi dell’Operazione Vespri Siciliani : 1 agosto 1992.
Agosto 27, 2009, 7:27 am
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Eravamo alla metà del mese di luglio, 19/07/1992, quando successe il massacro di via D’Amelio a Palermo con l’uccisione del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. Ci fu detto che dovevamo partire per la Sicilia con il compito speciale di operare a fianco delle forze dell’ordine (l’esercito non ha poteri diretti di ordine pubblico). Fu un incarico improvviso e nuovo per noi a cui non eravamo preparati, ma ricordo che furono subito organizzate, in caserma, simulazioni di posti di blocco per prepararsi alla missione.

Comunque nel giro di 10 giorni eravamo già dislocati a Sciacca (AG), presso la ex scuola di agraria sui colli del paese. Questo ci ha permesso di risiedere in una struttura in muratura piuttosto che in un campo di tende militari.

Come al solito, i “Lupi di Toscana” sono sempre i primi a partire.

Faccio un passo indietro.
Inizialmente non dovevo partire. Poi 2 giorni prima della partenza del primo nucleo, il Mar.llo M. della Prima Compagnia mi comunica che avrei fatto parte della missione. Sul momento presi male la notizia, anche perché di parlava di coinvolgere solo “volontari”. Con il senno di poi, posso dire che sia stata una delle esperienze piu’ belle della vita militare e non solo.

Portiamo tutti i mezzi al porto di Livorno per l’imbarco su un traghetto civile e ritorniamo a Scandicci. Il giorno dopo andiamo a Pisa alla 46° Aerobrigata e partiamo per Catania. Alcuni militari partono con un volo civile, io ho avuto la fortuna di partire con un C 130. Ancora adesso ho il rammarico di non aver potuto fare delle foto.

Siamo accompagnati a riprendere i nostri mezzi imbarcati a Livorno, che erano giunti al porto di Messina, e poi in serata, tutti incolonnati giungiamo alla Caserma Brutto di Catania, dove alloggeremo. Ci portano in un androne e un tenente ci disse di non abbandonare il fucile. “Dormiteci insieme !!!“ disse con aria un po’ provocatoria.

Io avevo il caricatore pieno e pensai che se fosse venuto qualche imbecille a dar fastidio gli avrei fatto vedere qualche  tracciante.
Ero oggettivamente un po’ su di giri.
La mattina dopo riprendiamo i nostri mezzi e in colonna raggiungiamo Sciacca.

La cosa bella è che quando eravamo in autostrada, le auto civili che ci sorpassavano,  ci salutavano in maniera amichevole. Questo semplice gesto mi ha fatto molto piacere, perché ci faceva sentire utili, quasi come dei salvatori,  e se non altro qualche cosa di buono l’abbiamo fatta.

Giunti alla scuola di agraria, io ed altri compagni montiamo la tenda , e quella diventa l’ufficio dell’ autosezione dove, poi avrei dormito.Tutto sommato sono stato bene. Avevamo anche il telefono da campo, quello che per funzionare  ha bisogno della manovella di carica . Docce all’aperto e via..

L’unico rammarico che ho è che ho partecipato all’operazione “Vespri Siciliani”, un po’ ai margini delle attività sul campo, perché ero scritturale dell’autosezione. I miei compagni erano in “prima linea”a fare guardie e posti di blocco.

Ricordo con piacere che in città siamo stati accolti a braccia aperte.  I primi giorni di libera uscita era quasi difficile pagare i conti nei locali. Quando l’intero Battaglione si muoveva in libera uscita, essendo Sciacca in una piccola città di villeggiatura, creava un po’ di disagio, ma tutto sommato siamo stati accolti con grande gentilezza. Noi eravamo i primi reparti impiegati a Sciacca per i Vespri Siciliani e rappresentavamo una novità anche per i civili.

Come detto ero in una tenda, all’inizio della scuola di agraria, in un campo adibito a parcheggio. Vicino a noi c’era la tenda officina gestita dal Mar.llo C., un vero amico. Quando veniva a trovarci diceva sempre : “Lucià,  ci facciamo un caffè ?” e questo non era gradito al Mar.llo M. che disapprovava. Tuttora, quando incontro C.  mi ricorda questo aneddoto.

Poi c’era Alessio un ragazzo del posto che veniva a trovarci con la sua vespina bianca. Siamo diventati amici e piu’ volte ci portava panini imbottiti di una bontà unica. Mi piacerebbe rivederlo..

I miei “Vespri” sono stati un po’ ai margini delle operazioni di ordine pubblico, alcuni volte un po’ noiosi, ma tutto sommato un’esperienza molto positiva.

Ci furono anche dei piccoli incidenti, con 3 o 4 spari con varie armi dalla 34 all’ MG42. Colpi partiti accidentalmente, per fortuna, e senza conseguenze.

L’episodio piu’ buffo (si puo’ dire così  perché non è successo niente)  fu quello dell’MG montato sul VM. I colpi partirono lungo la salita che portava all’uscita della scuola di agraria, dove si trovava la tenda dell’ufficiale di picchetto, occupata nell’occasione da S.M M. e dal M.llo C..

Una buca imprevista, il mitragliere perde l’equilibrio e parte una raffica dall’ MG. Nella tenda dell’Ufficiale di picchetto C.  vede il s.M M. buttarsi a pesce per timore di essere impallinato.

Con il senno di poi, tutto si risolve in una bella risata ed un sospiro di sollievo, ma  sul momento una grande paura per tutti.

Dopo circa 40 giorni dal nostro arrivo giunge il momento del ritorno a casa . Smontiamo tutto l’apparato logistico e in colonna ci dirigiamo verso Palermo. Nella prima AR  c’è il Cap. R., nella seconda io con il Ten P.  e dietro tutti gli altri mezzi. Con noi , durante il viaggio  c’erano 2 elicotteri di scorta un AB 206 e un AB 212. Dopo punta Raisi,  attraversiamo il tratto di autostrada vicino a  Capaci.

Nell’auto cala il silenzio. Tutto è nuovo, asfalto nuovo, guard rail luccicante, è il luogo in cui pochi mesi prima era stato ucciso  il giudice Falcone con la moglie e la scorta. Noi eravamo stati in Sicilia anche per loro.

Quasi arrivati al porto di Palermo, l’ AR 76 del Cap. R.  va in “panne”. Vedo che il Capitano si sbraccia dal mezzo dicendo : “Spingi, spingi….” Sono perplesso e chiedo al Ten P.  : “ Cosa vuol dire spingi ? Cosa facciamo ?” Lui semplicemente mi dice: “ Spingi vai, tanto siamo quasi arrivati.” E io ho spinto.

Se penso agli occhi sbigottiti della gente che stava guardando la spinta “provvidenziale “della mia AR 76  su quella a capo della colonna, mi viene ancora da ridere.

Ma purtroppo in situazioni di emergenza bisogna arrangiarsi, e poi l’obbiettivo è stato raggiunto e siamo riusciti ad arrivare regolarmente al porto per l’imbarco.

Questo è un ricordo scritto dopo circa 17 anni dai fatti, ma è sempre vivo come se fosse accaduto ieri.

Viva i Lupi di Toscana
Luciano Daniele 9° 1991 1a Compagnia


4 Commenti finora
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Mitico….io c’ero….
8° 1991 1a Compagnia

Commento di Daniele

Anche io ero a Sciacca. Dal 2/8/1992
Ho sempre vivo il ricordo degli intensi giorni sotto il solleone siciliano.
Di quel periodo i momenti meno belli tendono a scomparire, mentre, a quasi 20 anni dal nostro sbarco mi tiene tuttora compagnia il caloroso senso di aver avuto la fortuna di vivere con tutti voi che c’eravate un esperienza unica.
Saluti a tutto il branco.
Petrus 8/91

Commento di David Petruzzi

A me (5° ‘92) purtroppo è toccata la destinazione successiva: Gela, la più ostica (e delicata).
41 giorni di guardia al Maxi-Processo alla mafia; 4 ore di giubbotto antiproiettile,elmetto kevlar indossato, 2 caricatori + 1 nel FAL e un bel po’ di tensione; ovviamente, dito sul grilletto.
Per fortuna non abbiamo dovuto reagire ad alcuna minaccia; non vorrei pensare alle conseguenze…
Ogni tanto ci “distraevamo” con pattuglie e posti di blocco con i Carabinieri.
Nonostante tutto – anche l’ignobile tendopoli sotto i miasmi della raffineria – il ricordo è bello, specie di quei vecchi, sicilianissimi e gentilissimi che – al contrario dei giovani – ci offrivano caffè e cannoli e ci apprezzavano.
Simone72

Commento di simone72

ciao simone72,eri dei lupi?

Commento di giacomo




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